Forse sono anni che scrivete solo racconti brevi e poesie quindi avete deciso che è giunto il momento di cimentarvi con qualcosa di più impegnativo, quello che può considerarsi, a ragione, la vetta per ogni scrittore: scrivere un romanzo. Racconti e poesie possono essere molto brevi, anche poche righe, pertanto quasi tutti siamo in grado di scriverne, non ci vuole poi molto. Un buon risultato non è certo garantito, ad ogni modo, da un punto di vista puramente formale avrete comunque scritto un racconto o una poesia, magari anche di pessima fattura, persino sgradevole, ma pur sempre racconto e poesia possono definirsi. Nel romanzo non è così. La storia deve reggere, dovete fare calcoli ben precisi, altrimenti il risultato finale non sarà un romanzo, ma un minestrone riempito di verdure che non c’entrano nulla, oppure insipido o peggio ancora nocivo. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa complessità nello scrivere un romanzo e, soprattutto, quali sono le regole alle quali dovrete prestare particolare attenzione.


Quando si deve creare un romanzo è necessario essere molto accurati e rigorosi, dimenticare alle volte anche le proprie emozioni e fantasie, metterle un attimo da parte per poi ovviamente riprenderle in seguito. Mi spiego meglio: finché si tratta di scrivere dei semplici racconti brevi, potete tranquillamente lasciarvi andare, farvi guidare semplicemente ed unicamente dal vostro estro creativo, senza preoccuparvi molto di eventuali e vessatorie regole da seguire. In buona sostanza nel racconto breve conta molto, anzi è indispensabile, avere una formidabile fantasia, una mente profonda e un animo sognatore, questo può bastare.

Ad esempio Raymond Carver sosteneva di non conoscere mai il finale di un proprio racconto prima di iniziare a scrivere: un’idea gli ronzava per giorni nella testa, e durante la stesura decideva il finale. Ma stiamo trattando di racconti brevi, nei quali anche se doveste commettere un qualche errore di contenuto non vi sarebbe molto problematico sistemarlo, data appunto la brevità della storia e la sua conseguente minor complessità. Invece, nel territorio impervio del romanzo, abbiamo  molte regole da seguire, non se ne può fare a meno. Ma procediamo con ordine.


Per prima cosa, e intendo prima ancora di mettervi al computer a scrivere, rispondete con assoluta sincerità alle seguenti domande:


A quale genere letterario apparterrà il mio romanzo? (fantasy, horror, sentimentale, ecc.)

A chi sarà principalmente indirizzata questa mia opera? (adolescenti, adulti, gente comune, pubblico colto, pubblico di esperti in un settore, ecc.).

L’idea che sta alla base di questo mio romanzo, è originale, costituisce una vera novità oppure è stato già scritto qualcosa di simile? (ovvio che non avrete mai la certezza assoluta che non sia stato pubblicato nulla di simile, non potete conoscere tutti i libri pubblicati, ma se la vostra storia parla di un principe che rinuncia al trono per sposare una donna del popolo, beh, pare chiaro che come idea tanto nuova non è).

Con questa mia opera, posso realmente apportare un mio utile contributo al panorama letterario italiano?

Ho le capacità per scrivere da solo questo genere di romanzo, oppure ci sono argomenti per i quali necessiterò di aiuto e consulenza?

Rispondendo con sincerità a queste domande, vi costruirete le fondamenta di tutta la vostra opera. Fondamenta che dovranno essere forti abbastanza per sostenere tutto il peso di una trama spesso molto complessa ed elaborata. Senza basi solide, non si va avanti e tantomeno si arriva al traguardo finale.
Fatto questo, è arrivato il momento di iniziare a scrivere, tuttavia, anche qui, la calma è d’obbligo:


anche se la vostra foga creativa è alla massima potenza, e siete bramosi di riversare su carta il torrente di idee ed emozioni di cui siete vittime, è bene procedere sempre con cautela e considerare quanto segue, onde evitare di ritrovarvi con duecento pagine da buttare e un romanzo che andrebbe riscritto da capo. Prima di iniziare a scrivere, sarebbe opportuno crearvi una piccola scheda descrittiva dei vostri personaggi, o almeno del protagonista, per evitare di confondervi durante la scrittura e per avere sempre un punto di riferimento mentre state scrivendo. Ad esempio, potreste farvi una scaletta del genere, da ampliare e modificare in base al tipo di storia che state narrando:

Il protagonista del mio romanzo
Quanti anni ha?
Che lavoro fa?
Qual è la sua situazione economica?
È sposato? Ha una compagna/o? Ha figli?
Com’è il suo carattere (timido, aggressivo, generoso ecc.)?
Il suo orientamento politico?
Di quale fede è, se ne ha una?
Quali sono i suoi interessi e hobby?
Com’è stata la sua infanzia: normale, disagiata, molto bella?
Che tipo di rapporti ha con l’altro sesso?
In genere, come viene visto e considerato/a dagli altri?
Ha dei sogni, ideali o ambizioni nella vita?
Che cosa adora di più?
Cos’è che gli dà maggiormente fastidio?

E poi il suo aspetto fisico:


Colore dei capelli? Corti? Lunghi?
È alto/a?
Longilineo? Sovrappeso?
Come veste abitualmente? (Elegante, sportivo, trasandato)


E così via.


Questo vi sarà molto utile, perché avrete una fonte da cui attingere, senza dovervi fermare e perdere tempo a metà romanzo. Più informazioni includerete, meglio sarà, perché ogni situazione in cui inserirete il vostro protagonista, qualunque azione farete lui compiere, dovrà sempre essere coerente con quanto avete stabilito in partenza, altrimenti la vostra storia non reggerà, e farà acqua da tutte le parti. Sarebbe anche opportuno, creare un passato del vostro personaggio, nel senso di inventare brevemente la vita precedente che dovrebbe aver avuto prima dell’inizio della vostra storia, eventi che non compariranno mai nel vostro romanzo, ma dai quali potreste dover attingere per giustificare alcuni sui comportamenti, ecco un esempio:


Marco odiava i bambini, perché sua madre morì quando lui era ancora piccolo. Quando suo padre lo portava alle giostre e vedeva gli altri bambini contenti giocare con le loro madri, lui provava rancore e sofferenza, sentimenti che provava ancora oggi.


Ecco, ma poi, più avanti, non potete scrivere:


Quando Marco si sposò, sua madre pianse a lungo durante il suo matrimonio…

Ma come, sua madre non era morta quando lui era piccolo? Ecco perché è d’obbligo creare un passato ai vostri personaggi, vi sarà più facile ricordare ciò che potrebbero da quello che invece non potrebbero mai fare, evitando quindi di contraddirvi e far perdere credibilità alla vostra storia.


Ecco un esempio di come costruire il passato dei vostri personaggi:

Com’era la famiglia nella quale è nato?
In che genere di casa è vissuto: piccola, grande, moderna, vecchia?
Cosa gli piaceva fare da piccolo?
Era bravo a scuola?
Ha subìto eventi traumatici nella sua infanzia?
È stato mai molto malato nel corso della sua vita?
In quali località estere è mai stato in viaggio?
Ha avuto situazioni sentimentali complesse e che gli hanno causato sofferenza?

Come vedete, in questa scheda, non si annotano le caratteristiche fisiche o caratteriali del vostro protagonista, ma le sue esperienze passate. Con questo, avrete sempre una sorta di “database” al quale attingere informazioni del vostro protagonista, per giustificare e soprattutto per dare sempre coerenza alle sue azioni e scelte.

Scrivere prima nella vostra testa


Esattamente, ancor prima di avvicinarvi al computer, vi consiglio caldamente di avere la storia già bella e pronta nella vostra mente, dall’inizio alla fine, almeno il grosso a grandi linee, i dettagli potrete anche escogitarli mentre state scrivendo. Non avete idea di quanti romanzi siano iniziati al picco dell’entusiasmo, per poi venire miseramente abbandonati perché l’idea era troppo debole oppure, perché la storia si è ingarbugliata a tal punto da non riuscire più a districarsene. Altre volte, perché non si è in grado di trovare un finale convincente o appassionante. Avete forse voglia di sprecare tempo e fatica per scrivere magari trecento pagine e poi essere costretti a gettarle via? Non mi sembra proprio il caso. Molti grandi scrittori scrivevano di getto, ma lo facevano proprio perché l’idea per quella storia o romanzo ce l’avevano ben chiara nella testa, da giorni, settimane o addirittura mesi. Ripeto, non abbiate fretta, se avrete un minimo di pazienza, sarete i primi a beneficiarne. Una volta che avrete un vostro schema mentale ben costruito ed armonico (magari prendete degli appunti, questo sì) non vi sarà difficile scrivere tutto quello che avete nella mente, modificandolo anche dove riterrete opportuno, ma con le fondamenta della storia ben salde nella vostra testa.

Siate critici


Mentre si scrive, si è troppo presi dal fiume in piena delle fantasie per dar peso a tanti piccoli dettagli, eppure, un romanzo è fatto proprio di questo: di particolari, che devono combaciare tra di loro. Anche se non è un poliziesco, un romanzo di fantascienza o un romanzo storico quello che volete scrivere, non potete non tener conto di tante particolarità verso le quali dovreste prestare la massima attenzione.

Farò un esempio banalissimo, ma capirete meglio ciò che intendo dire. Mettiamo che io scriva questo:


La notte del 24 dicembre del 2009, Marco la passò a casa da solo; si era da poco lasciato con la sua ragazza, e non aveva voglia di vedere nessuno. Molti suoi amici lo avevano invitato a passare la vigilia a casa loro, oppure in un pub, ma ora Marco non ce la faceva proprio a divertirsi e aveva bisogno di starsene un po’ per conto proprio. Quando un rapporto durato dodici anni finisce e in questo modo, di certo un segno pesante lo lascia. Marco cercò di non pensarci e accese il televisore per tentare di indirizzare i suoi pensieri verso qualcosa di più piacevole. In tv, ovviamente, dato il giorno, non c’era nulla di interessante, ma quello che mise veramente una forte tristezza a Marco era la sua tv ancora in bianco e nero. Marco quindi prese un’immediata decisione: – Basta – disse a se stesso – voglio farmi un bel regalo, domani mattina presto mi alzo e vado a comprarmi un televisore nuovo e a colori. – Così fece, il giorno seguente Marco si alzò di buon ora e si comprò un nuovo televisore da 32 pollici.

Notate nulla di strano? Allora, tanto per cominciare dopo il 24 dicembre viene il 25, ossia Natale, e il giorno di Natale dove lo trovate un negozio o un centro commerciale aperto? Non solo, a parte questo, siamo nel 2009, non vi sembra quantomeno inverosimile che qualcuno abbia ancora solo un televisore in bianco e nero? Sì, in linea teorica è possibile, ma il lettore deve potersi identificare con ciò che state scrivendo, deve poterlo percepire vero, tangibile, non potete buttare nella vostra storia dettagli così particolari a questa maniera casuale e noncurante, come nulla fosse o se la cosa fosse normale e accettata da tutti.  Questo forse è un caso limite, ma come esempio regge.
Sembrano sciocchezze, ma scrivete un libro pieno di questi dettagli che non quadrano, e chi vi legge prenderà il vostro libro e lo scaglierà contro la parete prima di essere giunto a metà.

Oggigiorno, i lettori sono sempre più esigenti, pedanti direi, e non si accontentano più di leggere una bella storia, vogliono che lo scrittore sia preciso e con il pieno controllo degli eventi, pena la sua perdita di credibilità che inficerà la buona riuscita della storia stessa. Non si possono trascurare i dettagli, “saltare” immediatamente al fatto compiuto senza dare al lettore delle spiegazioni, solo perché non siete in grado di offrirle. Questo andava bene in passato. Se leggete i Grandi Classici, soprattutto del XIX secolo, della letteratura di qualsiasi paese, vi accorgerete che all’epoca quasi tutti gli scrittori, anche i più famosi, quando si trattava di descrivere situazioni particolari, ad esempio invenzioni di scienziati o fenomeni insoliti che facevano accadere, se la cavavano a buon mercato, dando mezze spiegazioni molto elementari oppure non dandole affatto, senza entrare minimamente in alcun tipo di spiegazione tecnica. Questo, oggi, non è più concesso a nessuno, nemmeno ai più grandi scrittori.
Pensate a grandi scrittori di fantascienza, ad esempio Isaac Asimov, sapete bene che non era un semplice scrittore, ma anche uno scienziato, laureato in biologia e chimica, quindi sapeva il fatto suo quando scriveva romanzi di fantascienza. Se ciò non fosse stato, i suoi libri non sarebbero di certo diventati un punto di riferimento per tutti gli appassionati della fantascienza.
Per cui, dovete anche avere una certa cultura sull’argomento attorno a cui ruoterà il vostro romanzo.


Volete scrivere un poliziesco? Allora dovreste sapere come funzionano le indagini di polizia, i loro ruoli, le loro tecniche. Non si possono distorcere fatti e costumi reali, nemmeno in un romanzo. Se non avete esperienze tecniche in nessun campo, non significa che dovrete rinunciare a scrivere il vostro romanzo, potrete sempre puntare su generi che non richiedono conoscenze specifiche in una certa materia, ad esempio storie d’amore o sentimentali, nella quali tutti siamo in un certo senso competenti, a meno che qualcuno non abbia mai amato o avuto rapporti con gli altri…

Ho finito il romanzo!


Questo è il momento più bello per ogni scrittore, la frase tanto sospirata “Ho finito il romanzo!”. Ciò nonostante, l’esperienza insegna, che non appena un romanzo viene completato, è solo l’inizio di un processo forse ancora più lungo e sofferto, ma indispensabile: la revisione. Scrivere significa riscrivere. Rileggete più volte, meglio se a distanza di tempo, fate quindi “riposare” la vostra creatura, la guarderete con occhio più critico e vi accorgerete meglio dei punti contradditori (che abbondano sempre). Non abbiate fretta e ricordate che raramente una scrittura “di getto” porta a risultati soddisfacenti. Tutto si ottiene con un lavoro duro e tanta dedizione. Quindi vi consiglio di far leggere il romanzo a qualche amico (ma che sia un vero amico, e non qualcuno che vi ruberà l’opera o la manderà in giro chissà dove, per poi fare la stessa fine... Ossia venir plagiata) allo scopo di ottenere un parere obiettivo (si spera) da un altro punto di vista, meno coinvolto dell’autore del romanzo. Poi, dopo qualche mese di riflessione, durante i quali avrete magari letto qualche buon libro, riprenderete la vostra opera, rileggendola con mente più aperta e matura, con un occhio più esperto e pronto a trovare ciò che non va e che deve esser rivisto.

L’ultimo passo: la revisione finale


Quello che avete scritto potrà anche essere bello, ma andrà limato, aggiustato, in particolar modo se scritto di getto, senza ricontrollare con calma ogni capitolo e ogni paragrafo, lavoro che vi consiglio di compiere. A parte la necessaria e obbligata correzione delle bozze (non potete spedire ad una casa editrice un romanzo pieno di refusi o, peggio ancora, errori di grammatica) quello su cui vi dovrete concentrare è la credibilità del vostro romanzo, se la storia funziona o meno. Potreste trovarvi nella condizione di dover riscrivere interi capitoli o lavorare molto di forbice, ma questo è il passo necessario per tutti gli scrittori che aspirano a definirsi tali. Chi ha detto che scrivere sia facile? Ecco perché, meglio scrivere con calma piuttosto che perdere tempo in seguito a riscrivere. Potremmo di certo affermare che:
chi più piano scrive, meno riscrive.

So benissimo che la revisione, il “taglia e cuci” è odiato da tutti gli scrittori, ma come già detto, a meno che la storia non debba rimanere confinata nel vostro hard-disk, questo passo è obbligatorio.

escort roma di gran lusso

escort milano di gran top

Ci sono scrittori, poi, che non saranno mai contenti di ciò che hanno scritto, e per loro il romanzo non sarà mai finito, non perché non vada bene da un punto di vista oggettivo, e nemmeno perché questi scrittori siano degli indecisi o volubili, ma semplicemente perché il prodotto del naturale estro creativo dell’essere umano, per sua natura, può essere soggetto a fenomeni incontrollabili e inaspettati. Quindi per queste persone il libro sarà “terminato” solo quando un editore lo pubblicherà e non si potranno più fare altre modifiche, non perché lo sia realmente. Anche in questo caso, come vedete, dovete capire a quale tipologia di scrittori appartenete.