PRESENZA

Sono sere che bestemmio la luna e questo luogo, dove gli attimi trovarono terreno fertile. Vengo qui tutte le notti, plagiato dall’universo e tormentato dal mare. Aspetto un segnale che non arriva. Soffro la fame della vita e mi sollazzo nell’ignoranza. Le onde inveiscono contro di me. Lo sento, questo mare, spumoso di rabbia. Non gli ho fatto nulla, eppur mi odia. Solo su questa spiaggia, dove conchiglie e granchi morti si contendono il mio corpo. Aspetto. Al falò della speranza persa sarò l’invitato d’onore. Ogni tanto la mia testa non ce la fa più, cado in avanti e mi addormento in un sogno che non ristora ma fomenta incubi. Una macchina veloce stride le ruote sopra di me, su per la collina. Una luce abbaglia la battigia e per un attimo torno alla realtà. Per quei pochi istanti, l’incantesimo si scioglie e piango. Piango lacrime che chiamano il mare loro padre. Piango gocce d’oceano, perle di dolore e ricordi. Non ho più la forza di andare avanti, forse è giunto il momento di andare al capolinea, anzi, al deposito delle anime. Mi alzo, sfido il mare. La morte vista non più come un problema ma una soluzione.

C’è un silenzio, una pace lenitrice, una musica che chiama, che vive e che ama. Sono pronto. Ma pronto non era il mare, né la morte. E allora la rividi.

E quell’attimo bastò, prima che ti tuffasti di nuovo lontana da me. Un tuo sorriso, e le tue parole pronunciate come se stessi cantando, mentre fremevi nell’acqua fredda: “Non puoi seguirmi, moriresti. Vivi, io vivrò anche per te. Tornerò, aspettami, ma vivi”.
E poi un tuffo repentino e quella increspatura delle acque che fin troppo bene conoscevo. Sorrisi.

Era tornata per me. Lo sapevo. Ne ero sicuro. Avevo atteso, ma lei era passata a trovarmi, perché mi amava, come solo l’amore impossibile ama. La mia sirena, coi capelli dorati e il seno nudo.

Andrea Mucciolo

Torna a Mini Racconti

Invia un commento ad Andrea Mucciolo