NON MI AVRETE

Ancora. Un’altra volta. Basta. Sono giorni che mi stanno rompendo le scatole affinché io esca di qui. Ma io non sono scemo: me ne sto tanto tranquillo in questo posto e non sento necessità alcuna di mischiarmi in mezzo a loro. Ci ho passata una vita qua dentro e non mi è mai mancato nulla. Li sento, sono giorni che cercano in tutti i modi di farmi uscire. Una volta uno di loro si è spinto fin quasi nel punto dove stavo riposando, ma per fortuna si è subito ritratto. Ne ignoro il motivo. Volevo mettere un attimo la testa fuori dalla mia “tana”, per controllare che se ne fosse andato via per davvero, ma poi ho avuto paura che nei pochi istanti necessari qualcuno avesse potuto afferrarmi e portarmi via. Qui è tutto buio, e credo sia questa la mia unica salvezza: l’oscurità. Riesco a sentire le loro voci provenienti dall’esterno, ma non capisco nulla di ciò che dicono. Ieri, poi, abbiamo raggiunto il limite: qualcuno ha gettato una specie di gas qui dentro e per alcuni minuti ho fatto fatica a respirare, ma non ho ceduto e sono rimasto.

Non so per quanto ancora potrò resistere, ma siccome so bene che là fuori mi attendono cose molto brutte, resisterò fino alla fine, almeno per un mio senso di dignità. Ora sembra sia tutto tranquillo… ehi, ma che succede? Sento un rumore tremendo, allucinante, spaventoso… cosa diavolo stanno facendo? Aiuto, ora capisco… bastardi! Accidenti… il tetto… stanno spaccando il tetto! Come faccio? Cosa posso fare? Grido aiuto, ma chi potrà mai aiutarmi?

Ecco, hanno aperto tutto il tetto, lo hanno completamente divelto! Un violento fascio di luce mi sta accecando. Non ho mai vista la luce in vita mia, se non tra piccolissime fessure, ma ora sono a cielo aperto! Mi fanno male gli occhi! Uno di loro mi ha afferrato, non ho scampo… in nome del cielo lasciatemi, vi prego, mettetemi giù, sono innocente, non ho mai fatto nulla di male in vita mia! Inizio a piangere, mi dimeno come un gatto e ora vedo le loro facce, stanno sorridendo… disgraziati! Aiuto, sono ferito, sono tutto ricoperto di sangue, non ho speranze e dalla paura che tutto questo scaturisce in me, mi parte all’improvviso un piccolo schizzo, che data la mia posizione, finisce direttamente in faccia all’uomo con il camice bianco.

Andrea Mucciolo

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