MINI RACCONTI

di Andrea Mucciolo


MISURE ESTREME

Corpo esile, incedere timoroso; la signora Fernanda, novantasei anni, vedova da cinque lustri, si issava per le scale.
«Arrivo, arrivo!», berciò verso il telefono squillante.
«Pronto!».
«Pronto, ho il piacere di conferire con la signora Fernanda Santullo?»
«Sì!».
«Signora buongiorno, sono il direttore dell’Inps, c’è stato una sorta di qui pro quo nel computo della sua rendita… noi le siamo debitori, va bene se vengo da lei domani alle tre?»
«Va bene, grazie!», barbugliò la signora Fernanda.

«Ma che dici, mamma?! Il direttore dell’Inps viene a casa tua per ridarti i soldi?» replicò Mario, primogenito di Fernanda, la quale tutta gongolante l’aveva chiamato alla falegnameria.
«Ma… Ha detto che c’è stato un disguido nel…».
«Sì sì ho capito… Domani alle tre? Ok».

«Buonasera signora», l’uomo, braccato da un suo scagnozzo, posizionò taluni incartamenti sul tavolo della cucina.
«Allora, come le ho precedentemente enunciato, incombiamo nell’onere di restituirle i quattrini da noi illegittimamente trattenuti, tuttavia, siamo tenuti ad appurare il numero di serie delle banconote che le abbiamo dispensato, se vuol essere così gentile da agguantarle e farcele contemplare un attimo…».
«Subito».
Dal bagno sfociarono Fulvio e Stefano, due nipoti di ’Nanda, uno munito di piccone l’altro corredato da un rastrello.
Dalla camera da letto sbucarono Sergio e Giorgio, due pronipoti di ’Nanda, uno equipaggiato di una mazza da baseball, l’altro provvisto di una catena.
Infine, dal gabinetto di servizio, fluì Mario, dotato di una sega elettrica. Il branco, con Mario in testa, s’approssimò ai due forestieri, i quali s’erano fatti microscopici in un cantuccio, come due fantolini smarriti in una selva.
«Adesso sapete quello che vi succede, vero?», sussurrò Mario con un lieve ghigno, chinandosi verso i due ospiti.

Andrea Mucciolo

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