MINI RACCONTI

di Andrea Mucciolo


IMPREVISTI

Ulderico non voleva andare alla festa di compleanno della sorella di sua moglie. Ulderico non sopportava la sorella della moglie. Ulderico, in verità, non sopportava neanche sua moglie. La festa era per il 24 gennaio così, due settimane prima, Ulderico mise in atto il suo piano. A mali estremi, estremi rimedi, questo era il suo motto. Mentre la moglie, Girovènta, era assente, Ulderico spalancò la finestra della camera da letto (eravamo sei sotto), si denudò (tanto non aveva nessuno di fronte), quindi si mise seduto con i piedi in una ghiacciaia da viaggio piena di ghiaccio, e con accanto un ventilatore alla massima potenza. E per fare una cosa proprio fatta bene, si bagnò i capelli con acqua gelata, e rimase in quella posizione per cinque ore, pregando per una bella influenza. Ma l’influenza, vista la grande nonché inusitata disponibilità del futuro malato, invitò a partecipare a questo balzano avvenimento anche una sua cara amica: la polmonite.

Ulderico per dieci giorni a seguito di quell’evento tossì l’anima, sputò catarro da ogni pertugio, gli tremarono le viscere e credé, in svariate occasioni di delirio, che la moglie Girovènta fosse morta: questo avrebbe accelerato un po’ la guarigione.

Due giorni prima del compleanno, con Ulderico ancora decisamente malandato ma felice d’aver scampato quella festa, Girovènta andò da lui: “Caro, ho una buona notizia per te, mi ha appena chiamato mia sorella, è a letto con la febbre, quindi ha deciso di rimandare la festa… non sei contento amore… ma perché piangi… che ti succede… tesoro…?!”

Andrea Mucciolo

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